Le escursioni

A poca distanza da Castellabate potrete trascorrere delle splendide giornate visitando alcune tra l più belle località del Parco Nazionale del Cilento e non solo.

capo palinuro

Palinuro, conosciuto da molti come Capo Palinuro, è una nota località situata nella parte meridionale del Parco Nazionale del Cilento. Il suo nome è legato ad un personaggio dell'Eneide, il mitico Palinuro. Questa località turistica è una delle maggiori attrazioni di tutto il Cilento. Conosciuta in tutto il mondo per il suo mare e le sue bellezze paesaggistiche ogni anno Palinuro ottiene la bandiera blu della FEE per la qualità delle sue acquee balneari. Gli amanti della natura e della subacquea troveranno paesaggi davvero unici: spiaggette incastonate nella roccia che si innalza per decine di metri e dei fondali mozzafiato. Per chi si reca a Palinuro da non perdere assolutamente sono l'Arco naturale e la Spiaggia del Buon dormire. Quest'ultima è una caletta raggiungibile esclusivamente via mare dove poter fare un bagno quasi come in una piscina naturale. Il suo nome sembra derivare dal fatto che in passato i pescatori trovavano il luogo ideale per ristorarsi e rilassarsi durante la pesca. Palinuro è raggiungibile da Castellabate anche via mare grazie al  Metrò del mare.

paestum

Paestum è un'area archeologica di fama mondiale situata nel comune di Capaccio nel Parco Nazionale del Cilento. Il suo nome deriva dal latino Paistom e all'epoca della Magna Grecia veniva chiamata Poseidonia, in onore di Poseidone. Oggi l'antica cittadina è circondata dalle vecchie mura quasi tutte conservate. La pianta originaria era di forma esagonale e in corrispondenza dei quattro punti cardine ritroviamo le quattro porte d'accesso alla città. Oggi è possibile ammirare i tre templi quasi intatti, dedicati ad Hera e ad Athena. Ogni anno sono decine di migliaia i turisti che affollano questo sito archeologico. da non perdere lo straordinario museo che sorge di fronte ai templi e al cui interno sono esposti reperti davvero unici tra i quali "la tomba del Tuffatore", uno splendido dipinto quasi perfettamente mantenuto che raffigura per l'appunto un uomo che si accinge a tuffarsi lasciando la vita terrena per l'aldilà. Ma Paestum è anche altro. Gli amanti della buona cucina non potranno fare a meno di visitare uno dei tanti caseifici dove è possibile gustare la vera mozzarella di bufala campana DOP.

capri

L'isola di Capri è certamente uno dei luoghi più suggestivi di Italia. Anticamente era unita alla penisola sorrentina ma successivamente fu sommersa in parte dal mare. Capri ha un'origine carsica e l'altopiano interno più altro è quello di Anacapri. La sua costa si presenta ricca di grotte e cale con scogliere a strapiombo. La grotta più famosa, la Grotta Azzurra, in parte nascosta dall'acqua offre uno spettacolo unico dovuto alla luce solare che penetra dal fondale. Anticamente queste grotte erano utilizzate dai romani come piscine per le loro sontuose ville. Chi arriva a Capri non può non visitare i celeberrimi Faraglioni: tre piccoli isolotti poco distanti dall'isola a cui sono stati anche attribuiti dei nomi per distinguerli tra loro. La tradizione vuole che passando con la barca sotto il più grande di essi gli innamorati si scambino un bacio a sigillo del loro amore.

 

scavi di pompei

L'attuale Pompei così come la conosciamo tutti è un comune di circa 26.000 abitanti situato in provincia di Napoli. Le sue origini sono antiche quanto quelle di Roma. Proprio mentre era sotto il dominio romano nel 79 d.c. Pompei fu investita da una forte eruzione del vicino Vesuvio. La città fu coperta da uno strato di oltre tre metri di cenere che cadeva incessantemente. Sulla data dell'evento ci sono solo delle approssimazioni. Si pensa che possa essere avvenuto il 24 agosto. Quello che è certo sono i reperti oggi visibili a Pompei. Oltre a oggetti e esseri umani rimasti pietrificati dalla cenere gli scavi archeologici hanno portato alla luce l'antica città romana. Riportata in superficie oggi Pompei è il secondo sito archeologico più visitato al mondo. Nel 1997 l' Unesco lo ha dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità per la testimonianza della società e della vita quotidiana dell'epoca rimasti intatti in un preciso momento del passato e che non trovano il loro equivalente in nessun altra parte del mondo.

certosa di padula

La Certosa di Padula, anche se il suo nome originale è Certosa di san Lorenzo, è situata nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, in provincia di Salerno ed è la più grande certosa d'Italia. Nel 1998 viene dichiarata dall'UNESCO patrimonio Mondiale dell'Umanità. La Certosa di Padula edificata nel 1306 fu dedicata per l'appunto a San Lorenzo. I numeri parlano da soli e danno l'idea della maestosità di questa splendida costruzione. L'edificio principale, in stile barocco si estende su una superficie di 51.000 metri quadrati all'interno del quale troviamo oltre 320 stanze. La Certosa ospita anche il più grande chiostro del mondo con i suoi 12.000 metri quadrati. Oggi la Certosa di Padula ospita un museo archeologico con reperti che vanno dalla preistoria fino all'età ellenistica. In passato era un luogo dove i monaci lavoravano e producevano. La grande cucina e le cantine con enormi botti, lavanderie e campi adiacenti che servivano per coltivare i frutti per il sostentamento dei monaci e per il commercio con l'esterno. I monaci erano abili nella produzione di vino, ortaggi, frutta e olio d'oliva.

grotte di castelcivita

Le grotte di Castelcivita, particolarmente ricche di stalattiti e stalagmiti dalle mille forme, sono situate nell'omonimo comune in provincia di Salerno, nel Parco Nazionale del Cilento. Aperte tutti i giorni ai visitatori, le grotte di Castelcivita si estendono sotto il massiccio dei monti Alburni per svariati chilometri. Purtroppo solamente una parte (1.700metri) è oggi accessibile. Le grotte nella loro vastità abbracciano i comuni di Castelcivita e Controne e sono anche conosciute con il nome di Grotte di Spartaco in virtù del fatto che la leggenda narra che proprio qui il gladiatore sostò per organizzare e muovere la rivolta degli schiavi verso Roma. Le cosiddette "sale" da visitare sono davvero tante ed hanno svariati nomi, in base alle figure che l'acqua nel corso degli anni ha disegnato. Per avere un'idea del tempo che la natura ha impiegato a realizzare questa meraviglia basti pensare che un solo centimetro cubo di materiale ha richiesto un tempo ce va dai 50 ai 100 anni.